Lettera da L'Viv - Novembre e Dicembre 2009

Слава Ісусу Христу! (Slava Isusu Khrystu!) - Sia lodato Gesù Cristo!

Carissimi, dopo un nuovo periodo di stop, riprendo il consueto appuntamento aggiornandovi su alcuni degli ultimi (e penultimi ) avvenimenti della nostra missione in questo scorcio di fine anno. La regolarità con la quale questa lettera era partita 5 anni or sono è andata, ultimamente, a… “farsi benedire”…non però il desiderio di farvi partecipi della nostra grande impresa. Sì, perché, ogni giorno (ed ogni anno) che passa, sempre più ci accorgiamo di esserci imbarcati in una avventura del tutto particolare. Bella e coinvolgente e al tempo stesso carica ancora di tante incognite, problemi, difficoltà che a volte non ci fanno dormire sonni tranquilli. Grazie al cielo la nostra tenacia (ormai a prova di bomba) non ci fa demordere e andiamo avanti…in Domino, come amava ripetere don Orione, consapevoli che la nostra piccola pagina di storia si scrive non solo raccontandovi le belle e grandi imprese, ma appuntando anche nel nostro taccuino personale le amarezze e le delusioni quotidiane. Ma riprendiamo da dove eravamo rimasti…novembre, già! …e dal momento che ho due mesi di arretrati procediamo con ordine.

NOTIZIE DI NOVEMBRE

L’INFLUENZA “ A/H1N1” – All’inizio del mese, proprio a partire dalle nostre Regioni, Leopoli, Ternopil e Ivano-Franchisk (Ucraina occidentale) si sono improvvisamente accesi diversi focolai di influenza “A”, tanto da costringere il Primo ministro, Yulia Tymoshenko, ad ordinare la chiusura delle scuole e il divieto di manifestazioni di massa per tre settimane. Decisione governativa che ha subito creato il panico tra la gente. A differenza di altri stati l’Ucraina non aveva preso in considerazione il fatto che anche qui si potessero verificare casi di influenza A. Non esistendo, poi, scorte di vaccino, la gente, presa dal panico, ha dato l’assalto alle farmacie cercando mascherine, antivirali e altre medicinali che potessero in qualche modo prevenire la “pandemia” che sembrava ogni giorno incombente. Abbiamo vissuto giorni particolari, soprattutto perché non c’erano notizie chiare né sulla effettiva espansione del virus, sul numero dei decessi. Si è parlato di diverse centinaia di morti (anche se poi la commissione inviata dall’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha appurato che i decessi riconducibili all’influenza A sono poi stati in numero molto inferiore rispetto ai dati dichiarati. In questo clima incerto anche la nostra città di L’viv si è bloccata per tre settimane. La gente usciva di casa solo per urgenti necessità evitando anche di servirsi dei mezzi pubblici. Come vi ho detto il sentimento che regnava era quello della paura e del panico soprattutto. Le poche persone che di incontravano per strada erano rigorosamente provviste di mascherine. Chi ha visto alla TV la partita di Champions League, Kiev-Inter, ricorderà che anche i tifosi accorsi allo stadio erano stati forniti di mascherine. La paura è comunque durata per due settimane. Poi, pian piano, l’allarme è rientrato; le scuole sono state riaperte; riprese le abituali attività (lavoro compreso) tutto nel giro di qualche giorno è tornato alla normalità…tanto che all’’inizio di dicembre, nessuno più parlava di influenza e affini…come fosse “miracolosamente scomparsa”…Mi sto ancora chiedendo che fine abbia fatto!!! Durante questo periodo di “quarantena” l’oratorio è sempre rimasto aperto. Pur con un orario ridotto, ha sempre funzionato e nonostante l’influenza, l’affluenza non ha registrato cedimenti. Forse anche a motivo dell’arrivo di un nuovo ping-pong che ha attirato l’attenzione di nuovi ragazzi. Nell’ultima settimana di quarantena abbiamo infatti sfiorato le cento presenze. Segno evidente che la paura era passata ma soprattutto che i ragazzi erano stanchi di passare tutto il giorno dentro i loro piccoli ed invivibili appartamenti. Meglio sicuramente qualche ora in oratorio!!!


IL QUARTO COMPLEANNO – “Quattro anni con voi -Festa di compleanno della “Casa della Divina Provvidenza”- E’ questo lo slogan che ogni anno (aggiornato) accompagna la “due giorni” di festa per ricordare l’anniversario della nostra presenza nel quartiere Topol’na (periferia nord-est della Città) dove abbiamo iniziato la nostra attività pastorale e socio-caritativa il 12 novembre 2005. La festa è stata spostata di qualche giorno (rispetto alla data precisa di scadenza ) a motivo della “quarantena” indetta per far fronte al dilagarsi della “influenza A”. Il programma è stato vario come ogni anno, nel tentativo di coinvolgere un po’ tutti: Sabato 21 gli animatori hanno organizzato dei giochi, il Karaoke e un piccolo spettacolo dove i due gruppi di danza del nostro oratorio hanno dato prova della loro bravura. Domenica 22 durante le liturgie abbiamo pregato e ringraziato il Signore per quanto siamo riusciti a fare in questi primi quattro anni di attività (soprattutto la chiesa e l’oratorio nuovi; le attività della Caritas; il dispensario di medicine; i corsi di lingua e chitarra; il laboratorio educativo-occupazionale per i giovani diversamente abili. Inoltre, presto, nei locali del “vecchio oratorio” –così lo chiamiamo- si aprirà un nuovo servizio. Nel pomeriggio abbiamo giocato a tombola (bingo! come si chiana qui) concludendo i festeggiamenti con la visione di un film e offrendo a tutti i partecipanti un piccolo rinfresco. Auguri “missione orionina di L’viv”…ancora 100 di questi giorni!


GIORNATA DELLA MEMORIA - Da qualche anno a questa parte, l’ultimo sabato del mese di novembre viene ricordato qui in Ucraina, uno dei fatti più terribili della sua storia: l’ Holodomor, cioè la “fame di massa”. Uno degli episodi più drammatici nella storia del comunismo. Oltre sette milioni di morti stremati dalla fame per iniziativa di Stalin. C’è stato un periodo in cui l’intera Ucraina (grande due volte l’Italia) e le regioni ad est: il basso Volga, il Kuban’, il Kazachstan, sono state ridotte ad un grande lager , dove milioni di uomini, donne e bambini morivano di fame, mentre gli altri non avevano neppure le forze fisiche per seppellirli. Tutto questo è avvenuto nel 1932-1933, nell’indifferenza del governanti e sicuramente nell’ignoranza degli altri popoli. Ancora oggi a stento si è riusciti a ristabilire la verità storica per dare il dovuto tributo alla memoria di tante vittime innocenti. Nel marzo del 1933, papa Pio XI aveva già denunciato ad alta voce le «catastrofiche e micidiali ideologie» usate come strumento d’oppressione dai governanti, ma il peso politico dell’Unione Sovietica allora aveva avuto la meglio nel convincere l’opinione pubblica mondiale che in realtà la modernizzazione dell’economia sovietica avanzava trionfalmente. Per ricordare tutte le vittime di questa tragedia, l’ ultimo sabato di novembre oltre alla preghiera nelle Sante liturgie, in ogni finestra, alla sera, viene posta una candela che resta accesa tutta la notte. Anche noi con i ragazzi dell’ oratorio, prima della chiusura, abbiamo ripetuto questo gesto molto sentito dalla gente.

NOTIZIE DI DICEMBRE

DI NUOVO IN ITALIA! – Sono dovuto rientrare, nel giro di poco tempo, nuovamente in Italia per partecipare al Capitolo Provinciale che si è tenuto a Montebello (Pv) nella prima settimana del mese. Una bella occasione per incontrare tanti confratelli, (eravamo quasi una quarantina!) e soprattutto un momento importante di verifica e rilancio delle nostre attività all’insegna dello slogan che accompagnerà i lavori del prossimo Capitolo generale : “Solo la carità salverà il mondo!”. Ho potuto passare anche qualche giorno a Torino nella Parrocchia della Santa Famiglia, dove sempre vengo accolto con grande affetto. Ho dovuto fare anche una sosta a Milano per il rinnovo annuale del visto. Anche qui sono stato accolto molto gentilmente da tutta la comunità. Una piccola parentesi in famiglia (ho potuto così incontrare il nuovo parroco del mio paese, don Gianni, che ugualmente mi ha accolto come un fratello. Grazie!) …e poi con il solito pullman delle “badanti,” partito da Padova con qualche ora di ritardo, ho raggiunto il giorno dopo L’viv che mi ha accolto “fredda e innevata…”.


NEVE (naturalmente) ANCHE DA NOI – L’ondata di freddo che ha colpito l’intera Europa non ha certo risparmiato noi che siamo i primi a ricevere le folate di freddo gelido provenienti dalla Siberia. Così per quasi tutto il mese ha nevicato a più riprese. Nulla di particolare per noi. L’Ucraina è un paese abituato a convivere con la neve tutti i mesi invernali. Noi lo siamo un po’ di meno, anche se pian piano ci stiamo riconciliando con “sorella neve”. Non ci sono stati notevoli abbassamenti di temperatura. Solo l’ultima settimana del mese per qualche giorno la colonnina del termometro ha segnato – 20/25° sotto lo zero. I soliti disagi…ma ci siamo convinti che senza la neve qui la gente farebbe…fatica a vivere. Strano a dirsi ma in fondo vero! Ho sentito personalmente più di una persona felicitarsi perchè era finalmente arrivato il freddo. Paese che vai….

FESTA DI SAN NICOLA - Come ormai ben sapete la festa più importate del mese di dicembre per noi è quella di San Nicola ( il corrispettivo della nostra santa Lucia, Babbo natale o Befana)…insomma la festa dei regali ai bambini e non solo. Abbiamo organizzato una bella manifestazione nel nuovo oratorio (un po’ Rock, al dir di qualcuno) che come sempre ha coinvolto i ragazzi del nostro oratorio che hanno confezionato un vero spettacolo di suoni, balletti, canzoni e musica e davvero particolari. Il momento più atteso…la distribuzione a tutti i bambini presenti di un piccolo regalo.

SALUTI Queste sono solo alcune delle tante notizie di questi due ultimi mesi…altre fanno parte della storia della nostra nascente missione…Le conosciamo noi e il Buon Dio che ogni giorno ci aiuta con la sua infinita Provvidenza…E di questo lo ringraziamo al termine di questo anno del tutto particolare per la vitalità della nostra missione. Una volta ancora è nostro dovere ringraziare ugualmente quanti ci hanno sostenuto durante questo anno e ci sono stati vicini nei modi più diversi, tutti importanti non solo per mantenere l’amicizia che da tempo ci lega, ma soprattutto per rincuorarci e darci ancora la carica giusta per affrontare il 2010 con impegno, consapevoli che tutto, alla fine dipende da Lui, al Quale affidiamo nuovamente tutti i nostri progetti e pensieri per l’anno che ci attende. Bene! Chiudo rinnovando a tutti gli auguri per un felice anno nuovo che vi porti serenità, salute, pace ma soprattutto la benedizione del Signore. Tra qualche giorno ci tufferemo a capo fitto nelle prossime feste natalizie ( il 7-8-9…e 10 gennaio visto che capita di domenica!). Saluti e… ancora Grazie per quanto avete fatto per noi anche quest’anno.



Come sempre un cordiale До побачення (do pobacennia -arrivederci-)

Don Moreno

Da L’viv, dicembre 2009

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