Per il ventesimo anniversario della caduta del “Muro di Berlino” tra la cascata di notizie, servizi TV, video rievocativi, blog, manifestazioni, commenti a favore (ne ho letti alcuni anche contro!) uditi in questi giorni, vorrei farvi giungere anche qualcosa di “nostro” maturato in questi primi anni a contatto “diretto” con una realtà religiosa e socio-politica che per 50 anni ha convissuto con il marasma della ideologia che quel muro aveva voluto ed eretto, pietra su pietra. Dietro quel muro eravamo “nascosti” anche noi orionini; certo, ignari di quanto sarebbe accaduto, ma “destinati” cioè pronti a partire al seguito di quel piano voluto …dalla Divina Provvidenza: 1989 crollo del muro; 1991 indipendenza dell’ Ucraina dalla Unione Sovietica e legalizzazione della Chiesa greco-cattolica; 2001 storica visita di Giovanni Paolo II° e nell’ ottobre dello stesso anno…arrivo della prima delegazione di “missionari orionini” nella città di L’viv –Leopoli-; 2009 ( 20° anniversario!) inaugurazione della nuova cappella e dell’oratorio.
Un, due!...Non un muro ma un mondo è crollato! portando anche noi allo scoperto. Abbiamo così avuto l’opportunità di fare nuove conoscenze ed incontri; lavorare in modo creativo e vivere emozioni tangibili ed “ossigenanti” come quella sperimentata qualche mese fa, appunto, durante la festa di inaugurazione della nuova struttura per il servizio pastorale.
Per noi è un privilegio (dono e impegno, come s’usa dire ) essere qui, oggi, in Ucraina. “Ci siamo” non per conto nostro ma “…nel nome della Divina Provvidenza; nel nome di San Luigi Orione”. Inserendoci a pieno titolo in questa porzione di chiesa dal rito greco-cattolico, siamo a servizio di un popolo fiero ma, ahimè, ancora “ferito”.
Il muro crollato ha fatto intravedere anche qui un orizzonte carico di respiro infinito (e d’Infinito)…ma anche la polvere che ancora s’annida tra le pieghe della storia. Dal nostro piccolo osservatorio, o punto di vista che dir si voglia, ci par d’aver colto alcune urgenze prioritarie. Le condividiamo con estrema sintesi e senza pretesa alcuna.
Uno: sanare la “guerra della memoria”…il passato (pur nella disponibilità al rispetto della verità) non può continuamente essere preso a pretesto “per far litigare popoli fratelli”. (Solzenicyn)
Due: la memoria ha una ricaduta (respira) sul presente se guarda al futuro con fiducia e, per chi crede, con cristiana speranza.
Anche la nostra missione (un piccolo laboratorio) ha un duplice scopo.
Uno: sanare non solo le ferite del corpo (con lo stile orionino) ma anche versare sulle lacerazioni dell’anima la consolazione dello Spirito.
Due: servire (con lo stile evangelico) questa Nazione nelle persone concrete che ogni giorno incontriamo.
Il nostro sogno-segno? Non può non essere che duplice!
Uno: aprire una “via di riconciliazione”: dell’ uomo con se stesso, con i propri fratelli, anche di religione e fede, (a partire dal singolare “contesto ecumenico” che ci circonda) che abiliti alla sincera e comune ricerca dell’unica misura Infinita: Dio-dono-charis!.
Due: far sperimentare la forza della “sola carità (…che salverà il mondo” –S. Luigi Orione-) nella situazione-impegno attuale, configurando lo spazio che ci circonda con l’ attenzione all’altro, chiunque e comunque sia.
L’essenziale non sta, finalmente, nella “ ricerca dei colpevoli” ma nel formare questo popolo alla responsabilità civile, personale e collettiva (sano protagonismo) perché diventi una Nazione, ovvero una comunità di concittadini.
Il Signore continui a benedire questa nostra “martoriata” Terra ucraina. Rafforzi la nostra speranza. Purificandoci nella verità ci renda capaci di diffondere anche in questa “periferia est” della Congregazione la luce della sua bontà e bellezza. Con orionina semplicità e concretezza.
Don Moreno
L’viv (Leopoli), Ucraina, 09-11-2009
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