SEGNALAZIONI

1) Il superiore generale della nostra Congregazione, Don Flavio Peloso, ha fatto pervenire una Lettera al Santo Padre, Benedetto XVI, per esprimere solidarietà, devozione e assicurare preghiera in occasione delle controversie e ostilità che hanno raggiunto la sua persona nelle ultime settimane. Segnaliamo questa lettera nella quale viene espressa la devozione “in stile orionino” a Benedetto XVI. “Per noi Orionini - ricorda Don Flavio- animati dallo spirito di amore e di assoluta fedeltà al Papa attinto da San Luigi Orione, è un momento di grande responsabilità da vivere con intelligenza dei fatti, con amore di figli, con impegno di credenti. E preghiamo il Signore per la persona e per il ministero di Benedetto XVI, “eletto, per opera dello Spirito Santo, a guidare il suo popolo nelle vie della salvezza": "Tu ce lo hai dato per nostro pastore e maestro, da’ a noi anche, o Signore, la costanza di professargli sempre tutta la nostra docilità e tutto il nostro amore”.

Lettera del Superiore generale al Santo Padre Benedetto XVI 13 marzo 2009 Santità Ho letto la "parola chiarificatrice" sulle polemiche sorte in seguito a un recente atto di misericordia di Vostra Santità, sul loro contesto e sulle nobili motivazioni del Suo agire e amare. Iniziativa degna del cuore di San Paolo! Vi ho colto le vibrazioni del Suo cuore mite e coraggioso di Pastore e Padre della Chiesa segnato da una profonda sofferenza interiore e mosso dalla purissima sollecitudine dell'unità. Potrà anche la mia povera parola portarle un poco di consolazione? Per questo vengo a esprimerLe sincero affetto e devozione. Caro Santo Padre, sappia di poter contare sul totale e filiale affetto di tutti i miei Confratelli, Suore, del Movimento Laicale, della gente e dei tanti poveri che, nelle nostre Case e attività, benedicono Dio e la Chiesa per il bene che, nel nome di Dio e della Chiesa, ricevono. Con noi prega dal Cielo san Luigi Orione, che fu “ tutta cosa della Chiesa e del Papa ”. Per parte nostra rinnoviamo non solo l'obbedienza, non solo l'ossequio, ma il tenero amore e la sintonia di intenti e di azione con ogni Sua parola e desiderio, venerando in Lei il successore di Pietro, il “ Dolce Cristo in terra ”. In particolare, non faremo cadere il Suo accorato invito a vivere " la priorità suprema: l'amore ". Chiediamo la Sua paterna Benedizione. Ave Maria e avanti!

La lettera del Santo Padre Benedetto XVI° ai vescovi della chiesa cattolica riguardo alla remissione della scomunica dei 4 vescovi consacrati dall'arcivescovo Lefebvre si può trovare nel sito www.vatican.va



2) CONCORSO INTERNAZIONALE
“Enzimi di Pace – L’Albero dei Colori” Segnaliamo la dodicesima edizione del Concorso Internazionale “Enzimi di Pace – L’Albero dei Colori” sui temi della natura e della pace, dedicata ai bambini del Mediterraneo. Attraverso l’Arte dei Bambini e dei Ragazzi cercheremo di costruire, tutti insieme, ponti culturali e di pace, per conoscerci, imparare reciprocamente, parlare, comunicare… con i Bambini di tutti i Paesi e le Culture che si affacciano sul nostro Comune Mare. La nostra barca sarà fatta di carta, disegni, poesie, racconti… e dovrà affrontare tutti i disagi e le onde dei turbamenti di un’epoca di ciechi egoismi. Le sezioni del Concorso sono: 1) CINEMA (cortometraggi di durata inferiore ai 10 minuti) 2) CALENDARIO (illustrazioni per la realizzazione del “Calendario Multicolorato per la Pace 2010) 3)ARTE (disegni, sculture, libri illustrati e opere artistiche varie) 4) FAVOLE (favole e filastrocche, preferibilmente illustrate, in cui il testo non superi le 3 cartelle) Le scuole possono scegliere di partecipare anche a tutte le sezioni insieme. I lavori vanno inviati a: LA SCUOLA DI PACE, C.P. 4096, 00182 Roma Appio. Tutte le opere delle sezioni in concorso dovranno pervenire alla organizzazione entro il 30 aprile 2009. Info:www.lascuoladipace.org




3) IN CATENE PER CRISTO LIBERI DI AMARE


Il 24 marzo si è celebrata la XVII° giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, nel giorno in cui si ricorda l'uccisione del vescovo Mons. Oscar Romero. Il pensiero va a tutti quei laici, religiosi e religiose che in questi mesi hanno dato la loro vita per annunciare Cristo. Lo facciamo usando le parole di Dom Pedro Casaldaliga che così diceva:
“Vi ricordiamo uno per uno, una per una, per dire a tutti e a tutte con un solo prorompere di voce, di amore e di impegno: martiri nostri! Donne, uomini, bambini, anziani, indigeni, contadini, operai, studenti, madri di famiglia, avvocati, maestre, artisti e comunicatori, operatori pastorali, pastori, sacerdoti, catechisti, vescovi… Nomi conosciuti e già inseriti nel nostro martirologio o nomi sconosciuti ma incisi nel santorale di Dio. Ci sentiamo vostra eredità. Popolo testimone, Chiesa di martiri, diaconi in cammino in questa lunga notte pasquale del Continente, ancora tanto oscura, ma tanto invincibilmente vittoriosa. Non cederemo, non ci venderemo, non rinunceremo a questo grande paradigma delle vostre vite che è stato il paradigma dello stesso Gesù e che è il sogno del Dio vivente per tutti i suoi figli e figlie di tutti i tempi e di tutti i popoli, in tutto il mondo, fino al Mondo unico e pluralmente fraterno: Il Regno, il Regno, il suo Regno!”.

4) Concludiamo con la segnalazione di un libro interessante nel quale i gesti semplici della tradizione sono raccontati senza nostalgia.
Enzo Bianchi, Il pane di ieri, Einaudi, Torino 2008, 114 pp., euro 16,50
Raramente, anzi rarissimamente, capita di imbattersi in un libro così bello, vero, che offre una lettura rilassante e meditativa. Si prova un senso di pace e sentimenti positivi quando si legge Il pane di ieri, di Enzo Bianchi, il fondatore della Comunità monastica di Bose.




È un libro particolare per chi ha più o meno sessant’anni; per chi è riuscito appena appena a vivere le situazioni descritte nel libro, presenti in ogni parte del Paese: la messa preconciliare in latino, incomprensibile ma affascinante; il servizio di chierichetto alla prima celebrazione, alle 6 del mattino, in una chiesa gelida; la partecipazione alla messa dei bambini della domenica, alle 8, o a quella alta delle 11. E ancora la funzione delle campane che scandivano e ritmavano la vita quotidiana, come avviene ancora oggi, del resto, informando la gente degli eventi più importanti che segnavano l’esistenza della comunità: la nascita o la morte di qualcuno, i tempi della preghiera, del riposo, della sveglia… Leggendo le pagine di Bianchi sembra, inoltre, di sentire ancora gli odori della tavola che le mamme preparavano il giorno di festa. “Il pane di ieri è buono domani”, dice il proverbio. Con la bussola di queste parole Enzo Bianchi racconta storie vere e rievoca volti che hanno segnato la sua esistenza: il Natale, non differente da quello dei nostri giorni, e la tavola imbandita per gli amici, quasi un rito; il suono delle campane nella veglia dell’alba e il canto del gallo nel silenzio della campagna; i giorni della vendemmia e la cura dell’orto. Trova il momento della solitudine e quello della veglia, accoglie la vecchiaia come una stagione che arriva alla fine della vita. Sul filo dei ricordi, ogni racconto è la tappa di un cammino sapienziale che parla dell’amicizia, della diversità, del vivere insieme, dell’accettazione degli altri, dei giorni che passano, della gioia. Forse qualcuno delle generazioni più giovani accoglierà il libro di Enzo Bianchi con un sorrisetto, quasi di compatimento; ma credo che sia importante la sua lettura anche per quelli che non hanno vissuto le situazioni raccontate, nelle quali troveranno comunque le radici della stagione presente. (recensione da 30 GIORNI,, 1-2, 2009)

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